Trascorrere il proprio tempo a contatto con la natura favorisce un processo di “guarigione” in termini di energia per la mente, il corpo e l’anima.

I benefici di questa connessione sono stati scientificamente provati e questi sono alcuni effetti: una riduzione dello zucchero nel sangue e la regolazione della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca; stare in natura riduce anche la rabbia e favorisce l’abbassamento dei  livelli di cortisolo, che è l’ormone dello stress. A me basta ricordare come mi sento dopo una giornata trascorsa al mare sulla costa ionica calabrese, o dopo una passeggiata tra parchi e boschi delle valli bergamasche, per riconoscere uno stato di maggior benessere.

Così si spiega questa ondata di coscienza che porta nelle nostre case nuova sensibilità verso l’ecologia, il veganesimo, le medicine complementari e alternative. Si parla sempre di più di benessere interiore, nascono nuove professionalità ad orientamento olistico e nelle città, dall’architettura alle politiche locali, si tende ad armonizzare il contesto con la natura.

Gregg Braden, studioso e scrittore statunitense, ci ricorda come, attraverso la connessione che di tutto fa uno, gli scienziati hanno dimostrato che la “materia” di cui è composto l’universo (onde e particelle di energia) risponde e si adatta alle nostre aspettative, ai nostri giudizi o convinzioni sul nostro mondo. In un mondo in cui un campo intelligente di energia collega ogni cosa, dalla pace globale alla guarigione personale, quello che in passato poteva sembrare miracoloso o frutto di fantasia diventa improvvisamente una possibilità della nostra vita. Ed è così anche quando faccio coaching con i miei clienti, sessione dopo sessione si manifestano nuove realtà che non sono miracoli ovviamente, ma il frutto di una visione diversa della vita, del proprio essere. E’ la realtà interiore che cambia, si apre, diventa consapevole, accoglie e non esclude, ha il suo focus (a volte per la prima volta), permettendo quindi una trasformazione anche della realtà esteriore. Più siamo connessi al nostro cuore e più questo processo si manifesta.

Possiamo iniziare a vederci come parti del tutto, anziché come entità divisibili. Se operiamo questo piccolo cambiamento percettivo, possiamo cominciare a guardare al nostro rapporto con la vita, la famiglia e banalmente le conoscenze casuali da un nuovo e straordinario punto di vista. Tutte le esperienze della nostra vita non saranno quindi semplici eventi casuali.

Grazie a queste connessioni che uniscono, quelle onde e particelle di energia infrangono le leggi di tempo e di spazio, come siamo abituati ad intenderli oggi con la fisica convenzionale. Dal nostro DNA, agli atomi di tutto il resto, le cose in natura pare condividano informazioni più velocemente di come Albert Einstein aveva predetto facendo riferimento alla velocità della luce.

Lo scorso autunno ho seguito un ciclo di seminari tenuti da un noto cardiologo di Bergamo, si parlava del cuore e si praticavano esercizi. Ma niente di scontato data la fonte. Ogni incontro si apriva con una pratica di Mindfulness e continuava con teorie e pratiche sulla realtà quantica, l’energia, le frequenze, la dimensione spazio-tempo, la risonanza e molto altro. Sicuramente un’esperienza originale, testimone del fatto che le spiegazioni che ci vengono tramandate e pretendono di dare risposte ai quesiti più difficili sulla vita, finalmente iniziano ad essere messe in discussione su ampia scala socio-demografica. Credo che nei prossimi anni tutto ciò sarà ampiamente condiviso, anche dalla coscienza di massa!

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