Vedo chiaramente ciò che desidero. Osservo con attenzione il modo in cui agisco. Lascio andare ogni blocco e realizzo che i blocchi, col tempo, sono sempre meno blocchi.

Quando fai il punto ti trovi inevitabilmente a dare importanza alle cose che non vanno, a tutti gli aspetti della tua vita che non ti piacciono, ai fallimenti e alle sconfitte. Eppure questo è un atteggiamento, significa che non è sempre così per tutti. Quindi sostengo che con l’impegno e la costanza si può cambiare il nostro sentire. Si può attingere alle risorse che abbiamo e che non vediamo perchè abbiamo lo sguardo sulle nostre “mancanze”.

Come si fa? Sembra facile a dirlo, ma a farlo?

Partiamo da una certezza, farlo è possibile, non semplice, ma alla portata di tutti. Serve volontà e apertura. La prima ci permette di agire, la seconda di spingerci oltre. Di base dobbiamo abbracciare un intento: voler evolvere.

L’evoluzione implica il cambiamento di ciò che c’è. Se restiamo ancorati al nostro giudizio difficilmente favoriremo la nostra trasformazione. Quindi primo passo: imparare a riconoscere il giudizio e non identificarci con esso.

Ci sono molti modi per andare oltre il nostro giudizio, quello che più mi colpisce è lo “svelamento“. Parlo di una tecnica usata spesso durante le Costellazioni Familiari, che permette di superare con forza e velocità tutti i giudizi che ci limitano in una relazione o in una azione. Volendo usare un’immagine, questa tecnica è come una cipolla (metafora non casuale, dato l’impatto emotivo che genera). Strato dopo strato, si toglie uno dopo l’altro ogni giudizio che nel tempo si è sovrapposto sulla persona o situazione bloccante. Arrivando così a vedere ciò che rimane, nella sua essenza e senza fardelli. Questo svelamento avviene in modo tridimensionale, utilizzando persone o oggetti che lasciano spazio a ciò che sta dietro, spesso altro giudizio. L’impatto è davvero trasformativo. Ho sperimentato questa tecnica diversi anni fa durante un seminario e parlarne mi fa rimembrare ogni sensazione provata. Stupore. Leggerezza. Amore.

Fai quindi il punto. Allontana il giudizio e concentra l’attenzione sugli aspetti più sostenibili della tua vita. Nel coaching uno strumento che si utilizza per lavorare sulla consapevolezza è la ruota della vita. Un esercizio pratico che ti permette di mettere a fuoco ogni aspetto possibile: relazioni, salute, lavoro, denaro, crescita… Io lo utilizzo con i miei clienti quando dicono che “non va bene niente“. Lo faccio in modalità costellativa, cioè utilizzando strumenti tridimensionali che portano l’esperienza su un livello meno mentale, più esperienziale. Si, perché in fondo è sempre facile fare strategie e trovare false soluzioni. Il lavoro funziona, però, quando il processo è profondamente autentico e su questo piano le strategie sono solo fumo negli occhi. Prima o poi passa e lo scenario non è cambiato. La trasformazione è dentro prima ancora che fuori.

Io ci sono, e tu? Chiediti se è il momento di incontrarci!

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